QN Quotidiano Nazionale – 3 aprile 2021 – Il Governo Draghi parte male

I primi 2 mesi di lavoro del Governo Draghi non si sono assolutamente rivelati all’altezza delle aspettative. Il Partito Moderato d’Italia, già scettico riguardo al metodo con cui questo Governo è nato, esprime ora la propria delusione riguardo alla mancanza di vero cambiamento rispetto al passato.

Per quanto riguarda l’economia, come era prevedibile il Governo ha dovuto prima assecondare i partiti della maggioranza, mentre alle reali esigenze di cittadini ed imprese sono andate solo briciole.

Ad esempio, il decreto “sostegno” ha rifinanziato gli inutili “navigator” ed un reddito di cittadinanza oramai completamente scollegato dal mondo del lavoro, oltre che un “cash-back” che costa molto e nulla porta alle casse dello stato, mentre per le imprese ed i liberi professionisti che più hanno sofferto le conseguenze delle chiusure sono stati previsti indennizzi assolutamente insufficienti.

Infatti, una delle clausole più sconcertanti del decreto è il conteggio dei cespiti venduti nel 2020 come reddito al fine del calcolo degli indennizzi. In parole povere, se un’azienda per disperazione ha dovuto vendere beni o immobili per far fronte alla crisi, queste vendite vengono conteggiate come fatturato, e dunque l’azienda alla fine potrebbe non rientrare più nei parametri di calo di fatturato per poter avere accesso agli aiuti!

Sul fronte sanitario le cose non vanno affatto meglio. Dopo 1 anno dall’inizio della pandemia l’Italia ancora gioca “in difesa” nella guerra al Covid e non è mai riuscita a passare “all’attacco”: numero di morti a marzo 2021 quasi equivalente al totale di marzo 2020, terapie intensive piene, strutture sanitarie al collasso, tante promesse non mantenute, specialmente sul fronte dei tamponi.

Particolarmente grave, infatti, è stata la rinuncia a qualunque tentativo di organizzare il tracciamento del contagio. In tutta Italia ed in particolare in Emilia-Romagna, una delle regioni che ha peggio gestito la “seconda ondata” della pandemia, ci sono notizie di persone morte in casa dato che i tamponi sono stati fatti in ritardo e non si sono fornite cure prima del peggioramento delle condizioni del malato. Quel che è peggio è che neppure in questi casi le autorità hanno controllato i contatti di queste persone, oppure le aziende presso le quali i conviventi dei malati hanno lavorato.

Laddove altri Paesi Europei effettuano tamponi settimanali a tutti i dipendenti di azienda (a spese del servizio sanitario), le nostre imprese possono effettuare test solo a loro spese, con risultati assolutamente disastrosi sia sul fronte del monitoraggio del contagio, che è quindi assolutamente inefficace, sia di conseguenza per quanto riguarda il calcolo dei dati in base ai quali si determinano le chiusure.

Anche per quanto riguarda i vaccini la disorganizzazione è massima. Vero è che tra tutte le grandi potenze mondiali l’Unione Europea è l’unica a non essere riuscita a sviluppare un vaccino proprio e si trova quindi costretta ad “elemosinarlo” altrove, tuttavia le autorità italiane statali e regionali come minimo avrebbero dovuto organizzare la campagna vaccinale in maniera molto più efficace, mentre invece le persone vulnerabili spesso non vengono contattate, e se si prova a chiedere informazioni ai numeri di telefono preposti si viene “rimbalzati” da una voce meccanica ad un’altra senza riuscire ad ottenere alcun contatto in tempi ragionevoli.

Il risultato? Un’emergenza senza fine che prima era sanitaria, poi è diventata economica ed ora è sempre più anche psicologica. Da un Governo che dispone di una maggioranza schiacciante in Parlamento ci si aspetta ben altro: innanzitutto il recupero immediato del tracciamento dei contagi. Con un investimento assolutamente abbordabile (specie se raffrontato ai costi economici e sociali delle chiusure) le ASL dovrebbero fare tamponi sistematici a tutti i lavoratori e a tutti gli studenti, ogni settimana anche agli asintomatici, per poter garantire un rientro immediato a scuola in sicurezza ed una veloce ripresa di tutte le attività commerciali. È necessario che la politica affronti le proprie responsabilità. Smetterla di trincerarsi dietro al numero di morti e di contagi, non ci può essere salute fisica senza salute mentale e prosperità economica per tutti. Solo così potrà esserci una vera ripresa: tornando a lavorare, a faticare, a divertirsi, a incontrarci, a vivere.

3 Aprile 2021
QN – Quotidiano Nazionale

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